Alessandro lives in Florence. A multifaceted artist as well as protagonist of the cultural underground scene of the 80s. Decorator, illustrator, set designer, costume designer. He lives outside commercial logics of fashion. Reserved and determined, as fussy as constant in his creative career. He worked for brands such as VALENTINO, GUCCI, FENDI and MOSCHINO, for which he designed accessories and prints for fabrics. His latest creation, jewels for the Haute Couture Fall 2015 collection of Maison Valentino, presented last July 9th in Rome, in the picturesque setting of Piazza Mignanelli. Strange dreamy figures, skulls, totems. Enigmatic creatures suspended between macabre and ironic which take life from precious materials like gold. Necklaces, diadems, bracelets, earrings, belts and amulets are worn on hazy dresses which dark, severe and opulent silhouette oscillates between christian and pagan; it wisely quotes gothic sculpture of the twelfth century and the unrivaled exaltation of savoir-fare of italian atelier. The jewels of ALESSANDRO GAGGIO are unconventional creations, there to impress and attract the viewer. Unique pieces shaped by his skilled hands, from which come also wax sculptures, precious materials and glazed soil.

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How did the collaboration with the MAISON VALENTINO start? I know Maria Grazia Chiuri and Pierpaolo Piccioli since many years, we have mutual respect for both our strengths and our shortcomings. For this Haute Couture collection, they found that the style of my jewelery was in tune with their clothes, and I’m very happy about this, because, as usual, I found their collection amazing. Which  were the developments of the project? Working with Maria Grazia Chiuri and Pierpaolo Piccioli after so many years has been, and I hope it will be, very challenging and funny, also because they work with a lot of very pleasant people.

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What has changed today in the use of jewelry? Jewels for me, for what is my vision of them at least, is not related to preciousness but to beauty and its expressiveness; whether they are linear or elaborate, but this is a very personal opinion. You Experience following a defined path or your instinct? I always work following my instinct, my creations come from a clear initial idea, that is developed in the most simple and effective way, always remaining faithful to the concept that each piece is unique and must have a soul.

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Which are the biggest limits  which a designer has to face to become famous or just to work? In order to implement freely their own design projects and make himself known, the biggest limit is the economic availability, taking for granted that there is talent. Your professional background is diverse. What all the very different experiences done have taught to you? My professional/creative experience taught me to understand something about humanity: vices, virtues, defects, qualities, bullying and kindness.

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Your first and most successful design experience? It ‘hard to say because I never deliver something of which I’m not sure. Experience taught me to kill every creation failed and still to today, it often happens that I actually kill. Your reference points for style? I have no point of references for style, I only know what I like: sincerity, lightness and a lot of irony.

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My blog tells Beauty in its various forms. What is your idea of beauty? For me Beauty is irony and expressiveness, with or without conventional proportions, as long as created and experienced with immediacy, culture, ethics and respect. What’s in your  playlist? And what were you listening to while drawing the jewelry collection for Maison Valentino? My favorite are songwriters, both Italian and not, I have songs and music that I am  very close to, regardeless what I am doing, whether I deraw, speak or stay in silence. A wish for 2015. I hope to continue doing what I like and that my job will  give me more and more satisfaction.

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Vive a Firenze, Alessandro. Artista poliedrico tra i protagonisti della vita culturale underground degli anni ’80. Decoratore, illustratore, scenografo, costumista teatrale. Vive fuori delle logiche commerciali della moda. Riservato e determinato, pignolo quanto costante nel suo percorso creativo. Ha lavorato per firme del calibro di VALENTINO, GUCCI, FENDI e MOSCHINO, per le quali ha progettato accessori e stampe per tessuto. L’ultima creazione i gioielli per la collezione Haute Couture, Autunno 2015 della Maison Valentino presentata lo scorso 9 Luglio, nella suggestiva cornice di Piazza Mignanelli. Strane figure oniriche, teschi, totem. Creature enigmatiche sospese tra il macabro e l’ironico prendono vita da materiali preziosi come l’oro. I gioielli di ALESSANDRO GAGGIO sono creazioni che escono dall’usuale per stupire e attrarre chi le osserva. Pezzi unici plasmati dalle mani sapienti del poliedrico artista, dalle quali nascono anche sculture in cera, materiali preziosi e terraglia smaltata. Come nasce la collaborazione con la MAISON VALENTINO? Conosco Maria Grazia e Pierpaolo da moltissimi anni, abbiamo stima reciproca sia per i nostri pregi che per i nostri difetti.  Per la collezione di Haute Couture hanno trovato che lo stile dei miei gioielli fosse in sintonia con i loro abiti, e ne sono molto contento, perché, come al solito, ho trovato la collezione veramente bella. Quali gli sviluppi del progetto? Lavorare con Maria Grazia e Pierpaolo dopo tanti anni è stato e spero sarà molto stimolante e divertente, anche perché capaci di circondarsi di persone molto piacevoli. Com’è cambiato oggi l’uso del gioiello? Il gioiello per me, per quella che è la mia visione, non è legato alla preziosità ma alla bellezza e alla sua espressività, lineare o elaborato esso sia, ma è un parere del tutto personale. Sperimenta seguendo un percorso definito o segue l’istinto? Lavoro sempre seguendo il mio istinto, le mie creazioni derivano da un’idea iniziale chiara, che viene sviluppata nella maniera più semplice ed efficace, rimanendo sempre fedele al concetto che ogni pezzo è unico e deve avere un anima.

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Quali sono i limiti più grossi che deve affrontare un designer per farsi conoscere o semplicemente per lavorare? Per poter realizzare liberamente i propri progetti di design e farsi conoscere il limite più grosso è la disponibilità economica, premettendo che ci sia talento. Il suo background professionale è vario. Cosa le hanno insegnato le diverse esperienze? La mia esperienza lavorativa/creativa, mi ha insegnato a comprendere qualcosa dell’umanità: vizzi, virtù, pregi, prepotenze e gentilezze. La sua prima esperienza progettuale più riuscita? E’ difficile da dire, poiché non consegno mai qualcosa di cui non sono sicuro. L’esperienza mi ha insegnato a uccidere ogni creazione non riuscita e ancora oggi, uccidere, mi capita spesso. I suoi punti di riferimento per lo stile? Non ho punti di riferimento per lo stile, so soltanto cosa mi piace: sincerità, leggerezza e tanta ironia. Il mio blog racconta la bellezza nelle sue varie forme. Qual è la sua idea di bellezza? Per me la bellezza è l’ironia e l’espressività, con o senza proporzioni convenzionali, purché creati o vissuti con immediatezza, cultura, etica e rispetto. Cosa c’è nella sua playlist? E cosa ha ascoltato mentre disegnava la collezione di gioielli per la Maison Valentino? Prediligo i cantautori, sia italiani che non, ho canzoni e musiche a cui sono molto legato che ascolto a prescindere da qualunque cosa faccia, che disegni, che parli o che stia in silenzio. Un desiderio per il 2015. Spero di poter continuare a fare ciò che mi piace e che il mio lavoro mi dia sempre più soddisfazione.

 

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